Francesco Fagnani racconta “C’è qualcuno nel buio”, collana Collilunghi

dicembre 5, 2018
by Arianna Giullori

Francesco Fagnani è un autore e illustratore di libri per bambini e ragazzi che collabora e ha collaborato con numerose case editrici (ed è anche vignettista satirico per Cuore e altre testate giornalistiche).

Quando abbiamo pensato di mettere a disposizione la nostra esperienza e di metterci in gioco con una collana di narrativa, abbiamo immediatamente pensato a lui come curatore.

Quella dei Collilunghi è una sfida che portiamo avanti con la lentezza e la cura che meritano le cose preziose. Grazie alla competenza e alla sensibilità di Francesco i nostri titoli di Collilunghi, sono davvero veri e propri “libri-amici”, come li aveva definiti proprio lui alla presentazione ufficiale, sintetizzando i nostri sogni, progetti e obiettivi.

Per ogni volume Francesco studia e ricerca, confrontandosi con noi, l’illustratore più adatto, che possa far vibrare la storia e le parole creando armonia.

Studia l’impaginazione, in modo che ci si possa perdere dentro alla storia, superando i confini delle pagine. Cerca la frase giusta, che in tutti i volumi fa da cornice alla copertina e porta dentro, immediatamente, alla storia.

C'è qualcuno nel buio di Paola Zannoner | Collilunghi

C’è qualcuno nel buio di Paola Zannoner | Collilunghi

Ogni titolo ha un tratto e un carattere diverso.

A proposito dell’ultimo nato, “C’è qualcuno nel buio” scritto da Paola Zannoner , dice Fagnani “ho cercato un illustratore che desse volume alla storia in modo schietto, pulito, grafico. Il tratto di Alessandro Baronciani mi è sembrato perfetto. In più ho cercato di dare movimento alla pagina come a fare un’eco del movimento della terra. Le immagini entrano fisicamente nello spazio pagina, la invadono, ne sfuggono, scivolano via. Non c’è nulla di statico. Sono sempre i dettagli che fanno la differenza: questa è una storia dove il tempo si dilata e si cristallizza.

C'è qualcuno nel buio di Paola Zannoner | Collilunghi

C’è qualcuno nel buio di Paola Zannoner | Collilunghi

 “Abbiamo cercato di rendere questo tempo così staccato dal normale scorrere quotidiano, evidenziando gli attimi del terremoto, anche con la scansione dei capitoli. Secondi, minuti, ore. Tutto si svolge in pochissimo tempo. Ma tutti noi che abbiamo vissuto un terremoto sappiamo quanto si dilatino quei secondi. E così i capitoli diventano un po’ come il respiro. Frammentato, spezzato, prima, più lungo poi”.

 

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